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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Isole Tremiti
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top
Le mwjaisole Tremiti (mwjqAFI: /ˈtrɛmiti/)cite-ref-6[6], mwkwlocalmente mwlaTrèmmëtëcite-ref-7[7], (o, letterariamente, mwmqDiomedee /di.omeˈdɛe/cite-ref-8[8], mwnwdal greco antico Διομήδεες?, Diomḗdees) sono un mwoaarcipelago del mwoqmare Adriatico, a mwog22 km a nord del mwowpromontorio del mwpaGargano (costa mwpqpugliese) e mwpg45 km a est da mwpwTermoli (costa mwqamolisana).

Amministrativamente, l'arcipelago costituisce il mwqgcomune sparso di mwqwIsole Tremiti di mwra467 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwsqprovincia di Foggia in mwsgPuglia. Il capoluogo è San Nicola, sull'mwswomonima isola. Il comune fa parte del mwtaparco nazionale del Gargano. Dal 1989 una porzione del suo territorio costituisce la mwtqriserva naturale marina Isole Tremiti.

Isole Tremiti è il comune più settentrionale della Puglia. I principali porti di imbarco per l'arcipelago sono quello di mwtwManfredonia, mwuaVieste, mwuqRodi Garganico, mwugPeschici e quello di mwuwTermoli, l'unico che ne permetta il collegamento alla terraferma tutto l'anno.

Contents

Clima
Storia
Turismo
Note
Fonti

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Geografia fisica

Territorio

L'arcipelago è composto dalle mwxgisole di:

• mwyqSan Nicola, sede comunale, dove si trovano i principali monumenti dell'arcipelago. La superficie è di mwyg0,456826 km² (45,6826 ha);
• mwzaSan Domino, la più grande e la più abitata, sulla quale sono insediate le principali strutture turistiche grazie alla presenza dell'unica mwzqspiaggia mwzgsabbiosa dell'arcipelago (Cala delle Arene). La superficie è di mwzw2,0745 km² (207,45 ha);
• mwaqCapraia (detta anche Caprara o Capperaia), la seconda per grandezza, disabitata. La superficie è di mwag0,486970 km² (48,6970 ha);
• mwbaPianosa, un pianoro roccioso anch'esso completamente disabitato e distante una ventina di chilometri dalle altre isole. La superficie è di mwbq0,124902 km² (12,4902 ha);
• Il mwbwCretaccio, un grande scoglio mwcaargilloso a breve distanza da San Domino e San Nicola. La superficie è di mwcq0,034841 km² (3,4841 ha);
• La Vecchia, uno scoglio più piccolo del Cretaccio e prossimo a questo.

La superficie totale dell'arcipelago che corrisponde alla superficie del comune di Isole Tremiti è di mwda3,1780 km² (317,80 ha).

Clima

Le isole Tremiti, da un punto di vista generale, presentano marcatamente un mwdwclima mediterraneo, e nel dettaglio caratterizzato dai seguenti aspetti mweaclimatologici:

• mwewtemperatura: andamento annuale riconducibile a inverni miti ed estati calde. Mancanza di un prolungato e marcato periodo di aridità estivacite-ref-a-9-0[N 1];
• piovosità: quasi esclusivamente concentrata nel periodo autunno-invernale, risulta limitata (~mwgq476 mm medi annuali)cite-ref-a-9-1[N 1];
• ventosità: il regime anemologico è dominato dai venti provenienti dal 2º (mwhwLevante, mwiaScirocco, ecc.) e dal 4º quadrante (mwiqponente, mwigtramontana, mwiwmaestrale, ecc.)cite-ref-b-10-0[N 2];
• stato del mare: soprattutto favorevoli nel periodo estivo, mentre mareggiate e burrasche sono più frequenti nel periodo autunno-invernalecite-ref-b-10-1[N 2].

Dal mwlgpunto di vista legislativo le isole Tremiti ricadono nella fascia climatica "C", in quanto i mwlwgradi giorno sono 953cite-ref-11[9].

Fauna e flora

La Fauna

La fauna delle Isole Tremiti è ricca sia in mare che sulla terraferma. Nell'ambiente marino si trovano molte specie di pesci come mwnwcernia, mwoacorvina, mwoqdentice, mwogdonzella, mwowgrongo, mwpamurena, mwpqorata, mwpgpalamito, mwpwperchia, mwqarana pescatrice, mwqqricciola, mwqgsarago fasciato, mwqwsciarrano, mwrascorfano nero e mwrqrosso, mwrgsparaglione e mwrwtriglia di scoglio. Sono presenti anche mwsamolluschi come mwsqanemone di mare, mwsgcratena, mwswflabellina, mwtanacchera, mwtqpolpo, mwtgseppia e mwtwvacchetta di mare, oltre a mwuacrostacei tra i quali mwuqaragosta, mwugastice, mwuwgalatea, mwvagambero meccanico, mwvqgranceola, mwvggranchio facchino, mwvwmagnosa e mwwamagnosella ed mwwqechinodermi come giglio di mare, mwwgmartasteria, riccio mwwwriccio e stella rossa. Inoltre, si citano avvistamenti di mwxafoca monaca, in particolare a Punta del Cimitero e Punta del Faro nell’Isola di San Nicolacite-ref-12[10].

Sulla terraferma sono presenti diverse specie di mwygrettili, come la mwywlucertola campestre, il mwzageco verrucoso e il mwzqbiacco. Poco rappresentati sono i mwzgmammiferi, per lo più mwzwroditori: il mw0aconiglio selvatico, il mw0qratto nero e il topolino domestico. Gli mw0ginvertebrati comprendono la mw0wmalmignatta, il mw1aragno più pericoloso presente in Italia, alcune specie di piccoli mw1qscorpioni e la mw1gscolopendra, oltre ad mw1winsetti tra cui le mw2acavallette, le mw2qfarfalle, i mw2ggrilli, la mw2wmantide religiosa, gli mw3ascarabeidi e l’mw3qinsetto stecco. Le Isole sono frequentate dall’avifauna migratoria che, lungo la rotta Europa-Africa, trova nell’unico arcipelago italiano dell’Adriatico un importante punto di sosta. Le specie più importanti sono le berte mw3gmaggiore e mw3wminore, il mw4afalco pellegrino, il mw4qfalco della Regina, il mw4ggabbiano corallino, il mw4wgabbiano corso, il mw5agabbiano reale, il mw5qgabbiano roseo, il mw5gmarangone dal ciuffo, la rondine di mare e il mw5wgheppio.

La mw6qberta maggiore (mw6gCalonectris diomedea) nidifica in gran numero nelle isole Tremiti, che per questo motivo note anche come "Diomedee". Questo legame è dovuto a una leggenda che vuole i compagni di mw6wDiomede, l’eroe della mitologia greca compagno di mw7aUlisse, trasformati da mw7qAfrodite in questi uccelli marini, condannati a piangere eternamente il loro capo, sepolto sulle isole. Quando tornano ai nidi sulle scogliere nella notte, le berte comunicano tra loro emettendo versi striduli, scambiati in passato per lamenti funebri dei compagni di viaggio di Diomedecite-ref-13[11].

La Flora

Nell’isola di mw9aSan Domino è presente il mw9qpino d'Aleppo, talvolta misto a mw9gleccio, con mw9wsottobosco di mw-aalaterno, mw-qcaprifoglio, mw-glentisco, mw-wmirto, mw-apungitopo e robbia selvatica. Comune è la mw-qmacchia mediterranea formata da mw-gfillirea, mw-wlentisco, mwaqaolivastro, mwaqeeuforbia arborea e mwaqidafne olivella. Lungo la fascia costiera domina la mwaqmgariga a mwaqqelicriso italiano, mentre la scogliera è colonizzata da vegetazione fortemente influenzata dalla mwaqusalsedine, come l’endemico mwaqylimonium. Tra le altre specie vegetali spiccano endemismi quali il fiordaliso delle Tremiti, la stellina delle Tremiti, l’alisso di Leuca e l’aglio delle Isole Tremiti. Tra le mwaqcspecie alofile, il centauro maggiore, la mwaqgsalicornia e l’atriplice alimo.

Le alghe più comuni comprendono le seguenti: mwaqoAcetabularia, Acetabulum, Codium adhaerens, mwaqsDictyota dichotoma, mwaqwHalimeda tuna, mwaq0Padina pavonia, Palla marina, mwaq4Posidonia oceanica,Pseudolithophyllum ed mwaq8Expansumcite-ref-14[12].

Origini del nome

«L'isola che giace in

Etolia

protetta dalle inquiete tempeste del mare e che fu di

Diomede

, questa ora l'hanno chiamata Tremite dal monte a tre punte, alla quale la schiera di Aurelio dà gli sproni del potere. Felice lei che dall'alto è protetta dalla Regina, la abbellisce, la fa prosperare nel suo abbraccio ornata dell'eccelsa spada, o chiarissimo vescovo Celso, ecco ti manca questo libro, che ti chiedo di studiare. Sotto questa guida vedrai in quale ordine sia mantenuto questo luogo: le mura, gli edifici, i marmi, i chiostri, la dimora. Materia certamente degnissima di una nobile trattazione. Più degnamente quest'isola non avrebbe potuto essere cantata.»

(Epigramma del canonico Basilio Sereno da Milano allo stesso chiarissimo vescovo.cite-ref-15[13])

Secondo mwarsGiovanni Alessio il toponimo deriva mwarwdal greco antico Τρίμερος?, Trímeros, mwar0Trimerus in latinocite-ref-16[14] , di origine incerta e comunque non legata a mwasitermes, mwasmtermitis ‘olivo’. Invece Colella e mwasqOlivieri lo collegano proprio a quest'ultimo termine latino, da cui le voci meridionali e pugliesi mwasutèrmete o mwasytèrmiti, ‘oleastro’cite-ref-17[15]cite-ref-18[16]cite-ref-19[17] con riflessi nella toponomastica pugliesecite-ref-20[18].

Storia

«[...] non va dimenticata la dimensione storica delle isole. Ciò che consiglio è di fare una vacanza della conoscenza, per ricostruire la memoria storica dell'arcipelago, protagonista, nei secoli scorsi, di rilevanti avvenimenti storici. Queste isole sono così ricche di storia, di cultura e di leggende che vale la pena conoscerle per poterne godere a piene mani.»

(Lucio Dalla, in un'intervista sul web, su parcogargano.it. del maggio 2002.)

Abitate già in antichità (IV-III secolo a.C.), le isole per secoli furono soprattutto un luogo di confino. In epoca romana le isole erano note con il nome mwauiTrimerus. L'imperatore mwaumAugusto vi relegò la nipote mwauqGiulia che vi morì dopo vent'anni di soggiorno forzato. Nel 780 mwauuCarlo Magno vi esiliò mwauyPaolo Diacono che, però, riuscì a fuggire.

La storia dell'arcipelago non è però solo legata agli esiliati, più o meno illustri, che qui furono confinati, ma soprattutto alle vicende storiche, politiche ed economiche dell'mwaugabbazia di Santa Maria a Mare (definita da mwaukÉmile Bertaux in una sua opera «la mwauoMontecassino in mezzo al mare»cite-ref-21[19]).

Secondo il mwavaChartularium Tremitense, il primo centro religioso fu edificato nel territorio delle isole adriatiche nel IX secolo per opera dei mwavebenedettini come dipendenza diretta dell'abbazia di Montecassino. Certo è che nell'XI secolo il complesso abbaziale raggiunse il massimo splendore, aumentando a dismisura possedimenti e ricchezze, cosa che portò alla riedificazione da parte dell'abate Alderico della chiesa con consacrazione nel 1045 effettuata dal mwavivescovo di Dragonara.

La magnificenza di questo periodo è testimoniata dalla presenza tra le mura del monastero di ospiti illustri, tra i quali Federico di Lorena (divenuto poi mwavqpapa Stefano IX) e Dauferio Epifani (successivamente mwavupapa Vittore III). Con la bolla di mwavyAlessandro IV del 22 aprile 1256 venne confermata la consistenza dei beni posseduti dalla comunità monastica. L'intero complesso rimase un possedimento dell'abbazia di Montecassino per circa un secolo, nonostante le pressanti richieste di autonomia e le proteste dei religiosi tremitesi.

Nel XIII secolo, oramai svincolata dal monastero cassinese, aveva possedimenti in terraferma dal mwavgBiferno fino alla città di mwavkTrani. Secondo le cronache dell'epoca, le tensioni mai sopite con il monastero mwavolaziale e i frequenti contatti con i mwavsdalmati, invisi alla mwavwSanta Sede, portarono i monaci del complesso a una decadenza morale che spinse nel 1237 il cardinale mwav0Raniero da Viterbo a incaricare l'allora mwav4vescovo di Termoli di sostituire alla guida dell'abbazia l'ordine di San Benedetto con i mwav8Cistercensi.

In seguito, mwaweCarlo I d'Angiò munì il complesso abbaziale di opere di fortificazione. Nel 1334 l'abbazia fu depredata dal corsaro dalmata Almogavaro e dalla sua flotta, proveniente dalla città dalmata di mwawiAlmissa, i quali trucidarono i monaci mettendo fine alla presenza cistercense nell'arcipelago.

Nel 1412, in seguito a pressioni e lettere apostoliche, e su diretto ordine di mwawqpapa Gregorio XII, dopo il rifiuto di diversi mwawuordini religiosi, una piccola comunità di mwawycanonici regolari, proveniente dalla canonica di mwawcSanta Maria di Frigionaia in Lucca e guidata da Leone da Carrara si trasferì sull'isola per ripopolare l'antico centro religioso. I lateranensi restaurarono il complesso abbaziale, ampliandone le costruzioni, soprattutto con la realizzazione di numerose cisterne funzionanti ed estesero i possedimenti dell'abbazia sul mwawgGargano, in mwawkTerra di Bari, mwawoMolise e mwawsAbruzzo.

Nel 1566 l'abbazia-fortezza di San Nicola riuscì a resistere agli attacchi della flotta di mwaw0Piyale Paşa.

L'abbazia fu soppressa nel 1783 dal re mwaw8Ferdinando IV di Napoli, che nello stesso anno istituì sull'arcipelago una mwaxacolonia penale. Nel periodo mwaxenapoleonico l'arcipelago fu occupato dai mwaximurattiani che si trincerarono all'interno della fortezza di San Nicola resistendo validamente agli assalti di una flotta inglese (1809). Di questi attacchi sono visibili i buchi delle palle di cannone inglesi sulla facciata dell'abbazia. In seguito a tale evento, Murat concesse la grazia ai deportati che avevano collaborato alla resistenza contro gli inglesi. Fu così che ebbe fine la prima colonizzazione delle Tremiti, effettuata mediante l'insediamento di colonie penali.

Nel 1843 il re mwaxqFerdinando II delle Due Sicilie, con l'intento di ripopolare le isole, vi fece insediare molti pescatori provenienti da mwaxuIschia che poterono così sfruttare proficuamente la pescosità di quell'area marittima e da famiglie del regno, dando luogo così a una seconda colonizzazione delle Tremiti.

Nel 1911, dopo la mwaxsbattaglia di Sciara-Sciat, furono deportati alle Tremiti circa milletrecento prigionieri mwaxwlibici che si erano opposti all'mwax0occupazione coloniale italianacite-ref-22[20]. A distanza di un anno circa, un terzo di questi erano morti di mwayitifo esantematico.

L'autonomia comunale risale al 1932.

In epoca mwayufascista l'arcipelago continuò a essere un luogo di confino, ospitando – tra l'altro – anche il futuro mwayypresidente della Repubblica, mwaycSandro Pertini, e mwaygAmerigo Dumini.

mwayoMussolini fece deportare centinaia di omosessuali a San Domino nel 1938. Nessuna legge proibiva l'omosessualità all'epoca, ma Mussolini voleva nascondere l'esistenza stessa degli omosessuali, sostenendo che «In Italia ci sono solo uomini veri». Le condizioni sull'isola erano molto difficili e alcuni morirono. San Domino aveva la particolarità di essere l'unico campo di internamento in cui tutti i prigionieri erano uomini gay, paradossalmente formando una "comunità" gaycite-ref-23[21]. I dormitori erano spartani, senza elettricità o acqua corrente. Una campana suonava alle 8 di sera ogni giorno, segnalando che non era più permesso di stare fuoricite-ref-bbc-13-24-0[22]. Il confino terminò il 28 maggio 1940, per volontà del capo della polizia Bocchini, in accordo con il duce: l'mwazmItalia era in guerra e servivano uomini e spazi di detenzione. Il 7 giugno i confinati lasciarono l'isola e, a sorpresa, molti di loro ne furono rammaricati, dato che li aspettava il ritorno a casa dove, seppur liberi, non potevano essere sé stessi per via dell'omofobia dilagantecite-ref-25[23].

Nell'autunno 1940 San Domino fu trasformato in un campo di internamento dove vennero reclusi politici anti-regime ed ebrei.

Nel 1987 mwazoMuʿammar Gheddafi, in virtù delle deportazioni di cittadini libici effettuate soprattutto dal mwazsgoverno Giolitti a partire dal 1911, dichiarò che l'arcipelago era parte della mwazwLibia. Tali pretese territoriali seguivano la tensione diplomatica che sussisteva con l'Italia.

Nella notte fra il 7 e l'8 novembre 1987 due cittadini svizzeri, Jean-Louis Nater e Samuel Albert Wampfler, misero una bomba sul faro di San Domino. Il primo rimase ucciso nell'attentato, il secondo fu catturato e condannato. Sulle prime si pensò a un attentato libico, ma successive ipotesi giornalistiche suggerirono che i due attentatori, agenti segreti, collaborassero con i servizi francesi, nazione con la quale l'Italia aveva all'epoca una controversia diplomatica per la successione a mwaz4Habib Bourguiba in mwaz8Tunisia. Tuttavia il processo al secondo attentatore, chiusosi nel 1990 con la condanna a dieci anni di reclusione (mai scontata), non condusse a nessuna certezza.

Il 28 ottobre 2008 una trentina di abitanti delle isole si sottoposero, volontariamente, all'esame del DNA allo scopo di stabilire se nel loro sangue vi fosse traccia di quei deportati libici del 1911. Il risultato fu negativo.

I miti legati a Diomede

L'arcipelago ha legato nel corso dei millenni il suo nome a quello dell'eroe acheo mwaamDiomede, tanto che in antichità le isole furono chiamate "isole Diomedee" (mwaaqInsulae Diomedeae in mwaaulatino o Διομήδειαι in mwaaygreco antico). In tale ambito rientra anche il nome della rarità botanica (endemismo) chiamata fiordaliso delle Tremiti (mwaacCentaurea diomedea Gasp.) presente sulle rupi calcaree delle isolecite-ref-26[24].

La leggenda racconta che nacquero per mano di Diomede, quando gettò in mare tre giganteschi massi (corrispondenti a San Domino, San Nicola e Capraia), portati con sé da mwaa0Troia e misteriosamente riemersi sotto forma di isole. Qui approdato, l'eroe ebbe il primo contatto con la mwaa4Daunia, prima di sbarcare sul Gargano, nei pressi di mwaa8Rodi alla ricerca di un terreno più fecondo, peregrinando per la regione dauna e unendosi in matrimonio con la figlia (Euippe, secondo alcuni Drionna, secondo altri Ecania) di Dauno, re dei dauni.

Una variante di questo mito, con meno basi mwabeepiche, vuole che i tre massi fossero avanzati dal carico che l'eroe mwabiomerico aveva utilizzato per tracciare i confini del suo nuovo regno, la Daunia, quindi con collocazione dell'episodio già dopo il matrimonio con Euippe.

La leggenda, tuttavia, non lega soltanto la nascita delle Tremiti a Diomede, ma vuole anche che Diomede stesso sia morto nell'arcipelago pugliesecite-ref-27[25].

Monumenti e luoghi d'interesse

• mwabsAbbazia di Santa Maria a Mare, sull'mwabwisola di San Nicola, è un monumento del protoromanico adriatico, che integra tratti della cultura dell'Europa occidentale con quella della cultura bizantina e mediterraneacite-ref-28[26].

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-29[27]

In mwaduDella descrizione geografica e politica delle Sicilie di mwadyGiuseppe Maria Galanti si citano soli 45 abitanti all'inizio del XIX secolo.

Dagli Atti Parlamentari del Senato del Regno della Legislatura XXIII - 1ª sessione 1909-910 - tornata del 23 febbraio 1910, risultano 845 abitanti al 1910cite-ref-30[28].

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati mwad4ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 34 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

1. mwaeeBangladesh: 8 (1,65%);
2. mwaemAlbania: 7 (1,44%);
3. mwaeuRomania: 6 (1,23%);
4. mwaecPolonia: 5 (1,03%).

Lingue e dialetti

Nelle isole Tremiti la popolazione parla un mwaeodialetto napoletano: l'ischitano, anziché il dialetto garganico, parlato nella vicina terraferma: questo è spiegabile in quanto l'isola fu popolata da mwaewFerdinando II nel 1843 con pescatori provenienti da mwae0Ischia e da famiglie di mercanti del mwae4Regno delle Due Sicilie che continuarono a parlare e a diffondere la lingua d'origine anche a distanza di tempo.

Economia

Turismo

L'economia del comune si basa essenzialmente sulle attività turistiche. Per la qualità delle sue acque di balneazione è stato più volte insignito della mwafibandiera blucite-ref-33[N 3] per il suo carattere paesaggistico e storico di particolare pregio l'arcipelago è inserito nel mwafcparco nazionale del Gargano. Ma sin dagli anni cinquanta fu oggetto di particolari interessi per lo sfruttamento turistico, come testimonia un tentativo di progetto di una struttura ricettiva a metà anni cinquanta mai realizzatacite-ref-34[31].

Amministrazione

Di seguito è riportata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 22 giugno 1988 | 10 agosto 1989 | Giuseppe Calabrese | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 32 ] |
| 10 agosto 1989 | 26 febbraio 1990 | Francesco Cappetta | – | Comm. prefettizio | [ 32 ] |
| 26 febbraio 1990 | 18 giugno 1994 | Giuseppe Calabrese | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 32 ] |
| 18 giugno 1994 | 21 novembre 1994 | Pasquale Santamaria | – | Comm. pref. | [ 32 ] |
| 21 novembre 1994 | 30 novembre 1998 | Antonio Federico Greco | Lista civica | Sindaco | [ 32 ] |
| 30 novembre 1998 | 27 maggio 2003 | Antonio Federico Greco | Lista civica | Sindaco | [ 32 ] |
| 27 maggio 2003 | 15 aprile 2008 | Giuseppe Calabrese | Unione di Centro | Sindaco | [ 32 ] |
| 15 aprile 2008 | 28 febbraio 2011 | Giuseppe Calabrese | Lista civica | Sindaco | [ 32 ] |
| 28 febbraio 2011 | 7 maggio 2012 | Carmela Palumbo | – | Comm. straordinario | [ 32 ] |
| 7 maggio 2012 | 13 giugno 2022 | Antonio Fentini | Lista civica Voltare pagina per Tremiti | Sindaco | [ 32 ] |
| 13 giugno 2022 | 12 maggio 2023 [ N 4 ] | Giuseppe Calabrese | Lista civica Tremiti prima di tutto - Lega [ 33 ] | Sindaco | [ 32 ] |
| 12 maggio 2023 | 7 giugno 2024 | Luciano Cafiero | Lista civica Tremiti prima di tutto | Vicesindaco f.f. | [ 32 ] |
| 8 giugno 2024 | in carica | Annalisa Lisci | Lista civica | Sindaca | [ 32 ] |

Gemellaggi

Vasto, dal 2001cite-ref-38[34]

Infrastrutture e trasporti

Le isole sono collegate con la terraferma tramite navi, motonavi, traghetti, aliscafi, ecc., in partenza, a seconda dei periodi, dai porti dell'mwakuAbruzzo (mwakyOrtona, mwakcPescara e mwakgVasto), del mwakkMolise (mwakoTermoli, unico scalo collegato tutto l'anno con l'arcipelago) e della mwaksPuglia, da diverse località del mwakwGargano (mwak0Manfredonia, mwak4Peschici, mwak8Rodi Garganico e mwalaVieste)cite-ref-39[35].

Presso l'isola di San Domino è presente un eliporto sul quale opera la compagnia mwalyAlidaunia con voli quotidiani sulla rotta Foggia-Vieste-Isole Tremiti.

È presente un eliporto anche sull'isola di San Nicola.

Note

Annotazioni

cite-note-a-9N 1. I dati si riferiscono a misurazioni effettuate presso la stazione meteorologica di San Nicola per un ventennio (1959-1979) e pubblicati sugli annali meteorologici dell'mwameISTAT.
cite-note-b-10N 2. I dati si riferiscono a rilevazioni effettuate nel periodo 1930-1946 dalla stazione meteomarina dell'isola di mwamcPelagosa (posta a circa mwamg37 miglia nautiche o 69 chilometri a est-nord est dalle Tremiti) e pubblicati dall'istituto idrografico della marina di mwamkGenova.
cite-note-33N 3. Riconoscimento ottenuto – tra gli altri – nel 2002, 2003 e 2006cite-ref-31[29]cite-ref-32[30].
cite-note-361. Deceduto in carica.

Fonti

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.isoletremiti.fg.it.
• citerefsapere-itÌsole Trèmiti, su sapere.it, De Agostini.